Nel tentativo di scuotere l'immagine polverosa che molti hanno del mondo della lirica, spesso in passato ho messo in risalto gli abbondanti esempi di femminea venustà che lo onorano - in stridente contrasto con la figura del soprano-balena che ingiustamente regna sovrana nell'immaginario dei più - ed è giunto il momento di appagare anche l'occhio muliebre fugando altri sgradevoli e persistenti pregiudizi.

Sublime tenore di grazia (e di splendida attitudine rossiniana , della quale si era perso lo stampo), di nazionalità peruviana e di residenza bergamasca, ecco a voi - si veda la foto di cui sopra - l'erede designato di Rubini, ovvero Juan Diego Florez, imperatore del belcanto (Rossini Bellini e Donizetti per intederci) e principe della coloratura, nonché genuina reincarnazione del mito del latin lover (ormai accasato, mi dispiace donzelle non c'è più trippa per gatti.)
Mi ricordo che alcuni anni fa, trascinato ad un concerto di Ligabue, altrimenti detto Ligabove (era per la precisione un episodio della tourneé teatrale semiacustisca... che c'entra tutto questo con Florez direte voi... beh, un pò di pazienza!), fui distolto all'improvviso dal passatempo che mi ero inventato per ingannare il tedio (ossia contare gli accordi - sulle dita di una mano naturalmente, essendo un concerto del Liga; l'altro diversivo che avevo vagheggiato, ossia portarmi dietro l'ipod per ascoltarmi One Last Laugh in a Place of Dying dei The God Machine, cui giunsi a ritroso partendo dai Sophia, mi sembrava di cattivo gusto oltre che poco pratico). L'evento che repentinamente mi distrasse dal rimedio alla noia che avevo escogitato fu un lancio di mutande all'indirizzo del cantante, compiuto dalla fazione più... (l'aggettivo mettetecelo voi) del pubblico femminile: ebbene, ragazze, cosa aspettate? almeno cambiate bersaglio, lasciate perdere quell'insulsa cariatide, siete ancora in tempo!
PS
Se passa qualche fan del rocker di Correggio non faccia il carampano indignato e non si offenda: c'è persino chi dice che Paolo Conte fa schifo, quindi, suvvia, siate sportivi...



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