martedì, maggio 13, 2008

"...la felicità non è allegra"

Le plaisir (1952, Max Ophuls)

lunedì, maggio 12, 2008

L'orrido buco

Ecco un catalogo di otto spaventevoli buchi... certo che l'ottavo li batte proprio tutti...

PS
Naturalmente, come tutti sanno, esistono anche buchi sublimi di varia natura; a questo proposito (per rimanere sull'orlo della trivialità senza caderci dentro, d'altronde si parla di buchi...) giunge a fagiolo la battuta di un ignoto ed eretico gaudente dedito agli estremi piaceri di Bacco (eretico in quanto - in modo non troppo dissimile da questo spregevole adoratore di Melpomene - osò bestemmiare il culto di Venere), il quale, annusando il collo di una bottiglia di Selosse Substance, una sera esclamò: "Pochi buchi possono essere così prodighi di emozioni!"

mercoledì, aprile 30, 2008

Sulla questione della pubblicazione degli elenchi dei contribuenti

La sezione 6103 dell IRC americano non prevede nessuna generica disclosure erga omnes dei dati fiscali dei cittadini, tantomeno online, checché ne dica Visco che favoleggia di telefilm americani: secondo me non sarebbe una tragedia (se accompagnata magari da una procedura di identificazione che consentisse al contribuente di sapere l'identità di chi scruta le sue dichiarazioni) ma occorre essere precisi, visto che nei commenti al post di Ventinove Settembre avevo accennato ad una eventualità del genere, cosa che invece non è, mentre non conosco altre situazioni come quella inglese ad esempio. Nondimeno andrebbe ribadito che forme di pubblicità delle dichiarazioni in Italia sono sempre esistite ed hanno una base normativa consolidata - e ci sono abbondanti pronunce del Garante in materia (qui qui e qui) - rimane solo l'impressione del pressapochismo e della cialtroneria del governo uscente e del direttore dell'Agenzia Entrate - ex direttore generale del Ministero Tremonti regnante per altro - che non hanno preventivamente comunicato al Garante la forma innovativa di pubblicazione online che si aggiungeva alle solite liste comunali. Ciò detto tutto questo agitarsi di vergini violate in ambito politico mi lascia perplesso, se non altro perché sembra che non si conosca il dato di fondo: tanti cittadini hanno già nel passato visto le loro dichiarazioni dei redditi riprese dai giornali dopo la pubblicazione nelle liste predette, hanno fatto ricorsi di ogni genere e hanno perso, senza che nessuno si adontasse più di tanto per la loro privacy violata.


UPDATE
qui la decisione odierna del Garante che prende atto della mancanza di base normativa per la specifica modalità di diffusione online che presenta tra l'altro caratteristiche peculiari come la possibilità di scaricare i files, la consultazione anche dall'estero, il possibile inserimento dei dati nei motori di ricerca etc.
Curioso comunque il fatto che ogni Comune tranquillamente pubblica dal 1973 le liste (magari all'albo pretorio) e nessuna associazione dei consumatori e nessun politico hanno mai sollevato il problema...

lunedì, aprile 28, 2008

Troppa propaganda sull'Alitalia

Le contorsioni dialettiche dei difensori delle scelte nazionaliste sull'Alitalia (ultimo in ordine di tempo un editoriale sull'Occidentale) spesso fanno leva su presunti doppi standard usati nel passato dalla Commissione in casi asseritamente analoghi: l'argomento - a tacer d'altro - è semplicemente irrilevante, come cerco di spiegare nel mio commento al summenzionato articolo de L' Occidentale che riporto qui.


"Nel caso di specie l'unica cosa che conta è il fatto che Alitalia è recidiva agli aiuti di Stato e semplicemente non può più riceverne fino al 2011 (non credo che il ricorso pendente teso ad annullare la rinnovazione della motivazione del provvedimento del 2001 sarà accolto), a prescindere da giudizi di compatibilità da parte della Commissione in base alle complesse regole che governano i vari settori - le quali purtroppo non vietano sic et simpliciter gli aiuti di Stato come molti credono - giudizi che in effetti conservano sempre un certo grado di discrezionalità, salvo il controllo giurisdizionale dei tribunali comunitari, cosa che spesso ha suscitato nel passato polemiche su presunti doppi standard, per altro in Italia malamente strumentalizzate dai fautori delle politiche volte a salvare l'Italianità della compagnia di bandiera. Nel nostro caso infatti basterebbe la mera constatazione che questa operazione è un aiuto di Stato secondo il principio, elaborato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, del MEIP (Market Economy Investor Principle) - dato che un eventuale successivo giudizio di compatibilità da parte della Commissione è già in radice precluso - e le pessime condizioni finanziarie della compagnia lasciano pensare che difficilmente un privato avrebbe concesso il prestito a normali tassi di mercato. In tale situazione si verserebbe in una condizione di aiuto radicalmente illegale in quanto non passibile neppure di formale notifica, cosa che consentirebbe la sua impugnazione da parte di un concorrente direttamente di fronte ai giudici nazionali i quali potrebbero, sulla base delle semplice constatazione di cui sopra, prima emettere misure cautelari per congelare i fondi e poi, in esito alla causa, ordinare il recupero dei versamenti già effettuati, salve ulteriori azioni di responsabilità per concorrenza sleale (ex art. 2598 3°co. c.c.) nei confronti dell'azienda sussidiata e di responsabilità aquiliana (ex art. 2043 c.c.) nei confronti dello Stato erogatore".

sabato, aprile 26, 2008

Un po' di Tom Waits d'annata ("ma anche" Verdi)



La canzone è Tom Traubert's Blues dall'album Small Change (1976)



PS
qui invece - per non fare torto a nessuno - una Leonora d'annata (Zinka Milanov) che fa un D'amor sull'ali rosee da sballo (a parte forse la dizione).

martedì, aprile 22, 2008

Una nota sul "prestito ponte"

Nel 2004 il governo Berlusconi contrattò tramite il ministro Buttiglione con la Commissione Europea un prestito ponte a tassi di mercato sul presupposto di una imminente privatizzazione della compagnia e di tagli del personale - naturalmente nulla di ciò è avvenuto. Tale prestito per un ammontare di 400 milioni di euro consistette in una erogazione finanziaria a scadenza annuale assistita dalla garanzia del Ministero dell’Economia e delle Finanze ad un tasso di poco superiore al 4% da parte dell'istituto bancario Dresdner Kleinwort Wasserstein, scelto in base ad una procedura competitiva. Circa un anno dopo, precisamente nel Dicembre 2005, il prestito fu totalmente restituito. Nelle condizioni attuali non si capisce ancora bene che procedura verrà seguita, si vocifera di decreti legge per "ragioni di ordine pubblico"* e altre amenità: di sicuro la Commissione esigerà il rispetto delle regole europee come la volta precedente, ma stavolta c'è il rischio che i 150 milioni di Euro dei contribuenti vadano a finire nel gorgo di un passivo fallimentare e il Ministero debba comunque rispondere integralmente per le garanzie prestate, salvo insinuarsi nel fallimento con prospettive di recupero davvero poco rosee, tanto paga Pantalone. Per questo l'attivazione della speciale procedura concorsuale di amministrazione straordinaria - di cui alla legge ex Prodi ora Marzano - con relativa rinuncia al prestito-ponte parrebbe la strada migliore: naturalmente non verrà seguita.

*in tal caso sarebbe una regalia a fondo perduto e non un prestito

L'ombra di Sparta

Spesso i giornalisti sono imprecisi e sensazionalistici quando riferiscono fatti di cronaca giudiziaria (leggendarie a tale proposito le vicende della sentenza "dei jeans" o la favolistica attribuzione alla Cassazione di aberranti formulazioni - sempre in materia di violenza sessuale - come la presunta regula juris secondo cui "lo stupro di una ragazzina non più vergine è meno grave", ma in questo caso mi sento di condividere lo spirito di questo articolo del Corriere: è troppo facile togliere i bambini alla famiglia in Italia e urge una riforma se non del diritto sostanziale almeno della disciplina processuale che garantisca meglio i diritti di difesa dei genitori sin dall'esordio del procedimento. Infatti, nel quadro del rito camerale adottato in materia pur recentemente novellato, tali facoltà difensive sono assai inferiori a quelle di un comune cittadino alle prese con un ordinario processo di congnizione, magari su questioni puramente bagatellari come una lite condominiale.


PS: avviso ai naviganti sempre in materia di giustizia
il 24 c. m. si riuniranno le Sezioni Unite Penali della Cassazione per dirimere un contrasto giurisprudenziale sorto all'interno della Suprema Corte sulla liceità penale, nel quadro della Fini - Giovanardi, della coltivazione domestica di cannabis: la questione è stata deferita da tempo e se per caso il responso fosse positivo spero non si gridi al complotto giudiziario teso a frapporre ostacoli al nuovo governo in materia di sicurezza...

martedì, aprile 15, 2008

Questo pazzo mondo di tasse

Memento (dati bilancio comunitario 2007) :

Esempio di entrata: dazi doganali e prelievi agricoli:17 miliardi di euro
Esempio di spesa: sussidi e sovvenzioni agli agricoltori: 55 miliardi di euro

Quando Bin Laden non c'era: dinamite romagnola


Nato a Savignano in provincia di Forlì nel 1884, ed emigrato negli Stati Uniti nel 1907, Mario Buda vagabondò per mesi in cerca di lavoro dormendo spesso all'aperto tra scatoloni di cartone, poi venne finalmente assunto come operaio in una fabbrica di cappelli a Roxbury, una cittadina nei dintorni di Boston. Un posto pieno di italiani, in buona parte anarchici, abbastanza simile a Paterson, la città dove avevano vissuto tra gli altri il futuro regicida Gaetano Bresci, Michele Angiolillo e quel Giuseppe Zangara che tentò di uccidere Franklin Delano Roosevelt. Certo è che, secondo le autorità americane, fu lui a far saltare per aria con un carretto di dinamite la banca Morgan e a devastare Wall Street.


Quella sopra è proprio un'immagine di Wall Street all'epoca in cui venne devastata da un carico di dinamite piazzato dal succitato Mario Buda: era il 16 settembre 1920. I morti furono 33, i feriti 200, i danni incalcolabili. (Fonte: L'Orda. quando gli albanesi eravamo noi, di Gian Antonio Stella)